Le Città d'arte

Scoprendo Piacenza scoprirete musei, chiese, palazzi signorili, luoghi in cui l’arte e la cultura abbracciano la tradizione enogastronomica, ma sollevando lo sguardo vi accorgerete che anche le colline circostanti pullulano di città d’arte, castelli e borghi medievali.

Perla della Val Trebbia, Bobbio si avvista in lontananza tra la linea sinuosa del Ponte Gobbo e gli alti campanili del Duomo e della basilica di San Colombano. Nelle sere d’estate, tra le luci, la musica e l’aria frizzante, le piazze porticate e le viuzze medievali si animano e nei ristoranti all’aperto si possono assaggiare  i tipici maccheroni fatti a mano con un ferretto, conditi con sugo di lepre, di funghi o di stracotto di manzo. Nelle giornate di sole il borgo è tappa prediletta dei turisti che rientrano dal Trebbia e dopo una giornata al fiume si rinfrescano con un aperitivo nelle piazze che al tramonto pullulano di vita. Ma il borgo è anche uno splendido gioiello d’architettura medievale: la sua storia si identifica con quella dell’abbazia di San Colombano che tra il IX e il X secolo fu uno dei centri religiosi e culturali più importanti d’Europa contribuendo alla trascrizione dei codici e alla trasmissione del patrimonio culturale classico.  Il complesso abbaziale comprende la chiesa di San Colombano, il chiostro con il Museo della Città, il Museo di San Colombano, piazza Santa Fara e l’ex chiesa di Santa Maria delle Grazie. Nel cuore del borgo si trova la cattedrale di Santa Maria Assunta che si affaccia in Piazza Maggiore ed è circondata da suggestivi portici medievali e palazzi nobiliari, mentre dal cortile del castello Malaspina si gode una stupenda vista della città e delle montagne circostanti.
Bobbio è stato insignito della Bandiera Arancione da parte del Touring Club Italiano, il marchio di qualità turistico ambientale per l'entroterra.

Sempre in Val Trebbia si trova il grazioso borgo medievale di Rivalta,dalla metà del secolo proprietà dei conti Zanardi Landi.
Il borgo è piccolo e completo: nei ristoranti si assaggiano i piatti della cucina piacentina, nel dongione medievale, adibito ad enoteca, si degustano i vini D.o.c., nelle botteghe ci si lascia tentare dagli oggetti di artigianato, la trecentesca chiesa di San Martino è ideale per le cerimonie.
Nessuno si perderà la visita al castello, elegante residenza signorile, immersa in uno splendido parco; chi si innamorerà del luogo potrà regalarsi una notte in un albergo di charme dove lusso ed eleganza significano raffinatezza e buon gusto.

Immerso nella verdeggiante campagna della Val Nure, in una fiabesca cornice architettonica, Grazzano Visconti è una delle Città d’Arte della provincia e una delle principali mete turistiche del territorio: le silenziose vie del borgo, con i giardini, le fontane, le botteghe artigianali, in rigoroso stile neomedievale, si animano durante le rievocazioni storiche e le manifestazioni folcloristiche, quando come in una fiaba compaiono dame, armigeri, scudieri, sbandieratori e cavalieri.
Il borgo si deve a Giuseppe Visconti di Modrone che alla fine del XIX secolo intorno ad un castello trecentesco curò la costruzione del complesso rurale secondo il gusto neogotico, senza tralasciare nulla: dall’abergo-ristorante, al costume tipico, all’artigianato, al fantasma di Aloisa,  sposa di un capitano di milizia che morì per gelosia in seguito al tradimento del marito, che vaga nel parco del castello in cerca di pace.

In Val d’Arda, adagiato sulle colline plioceniche della riserva naturale del Placenziano, si trova il borgo medievale di Castell’Arquato, Città d’Arte, Città del Vino, insignito della Bandiera Arancione da parte del Touring Club Italiano, è stato certificato come uno dei “borghi più belli d’Italia”.
Attraverso una passeggiata panoramica tra stradine di terra battuta, viottoli e antiche case, si arriva al centro storico del borgo, collocato sulla sommità della collina. Qui si trova la piazza del Municipio, sulla quale si affacciano gli edifici simbolo del potere religioso e politico: la splendida collegiata romanica di Santa Maria, le torri  della Rocca del XIV secolo e il massiccio Palazzo del Podestà , realizzato alla fine del XIII secolo e ampliato nel Quattrocento. Quando arriverete in piazza godetevi il panorama, magari dall’alto della Rocca, ma godetevi anche un assaggio di  salumi, formaggi, vini tipici locali nella raffinata enoteca. Nessuno si perderà la visita al Museo Geologico che conserva i fossili trovati nella zona.

Sempre in Val d’Arda il borgo medievale di Vigoleno è stato certificato come uno dei “borghi più belli d’Italia” ed insignito della Bandiera Arancione da parte del Touring Club Italiano. Nobile e distante domina la valle del Parco Regionale dello Stirone, è chiuso in una stretta cinta di mura scandita da merli e circondato con ordinata eleganza da macchie boschive e campi coltivati a vigneti. Chi capita in queste colline, magari per acquistare il famoso Vin Santo di Vigoleno,  un passito D.o.c. conservato in piccole botti di legno per almeno cinque anni, dalla produzione limitata, ideale se abbinato alla pasticceria e ai formaggi saporiti e piccanti, non potrà non intrattenersi a visitare il borgo. Vi lascerete ammaliare dall’architettura romanica che non ha bisogno di parole per raccontarsi, dalle formelle di antichi pellegrini, dalle piazzette un tempo gremite di mercanti, pellegrini e contadini, dal camminamento di ronda dal quale si ammira uno spettacolo mozzafiato.
Assaporerete tutta la magia di questo luogo, che a volte sembra fuori dal tempo, durante la sosta in trattoria per una merenda con la torta fritta, le tradizionali frittelle calde e gustose, con il salame a grana grossa, la coppa e la pancetta, i formaggi, accompagnati da un buon bicchiere di Gutturnio o d’Ortrugo.
Chi vorrà farsi un regalo potrà pernottare in una delle camere del castello dove intimità, tranquillità, benessere ed eleganza si  sposeranno in attimi che non dimenticherete di raccontare.

Cullata dalla fertile pianura padana e lambita dal torrente Arda, Cortemaggiore,  considerata la capitale degli idrocarburi verso la metà degli anni cinquanta quando furono individuati numerosi giacimenti petroliferi nella zona, è un tipico esempio di urbanistica rinascimentale.
Il borgo è maestoso nella sua semplicità calcolata, nella purezza architettonica degli edifici dove nulla è lasciato al caso, dove ogni elemento è funzionale alla riscoperta di un’armonia classica che sembrava perduta: le strade dritte, spaziose, perpendicolari e porticate, i  palazzi signorili, le ampie piazze con svettanti campanili, ricordano che il borgo fu capitale dello Stato Pallavicino.
Visitate la collegiata di Santa Maria delle Grazie, la chiesa dell’Annunziata con pitture del Pordenone e il mistico convento francescano.
Capitateci ogni prima domenica del mese, quando si tiene un importante mercato dell’antiquariato con circa duecento espositori e non scordate di acquistare come ricordo i liquori di produzione locale, il nocino, il maraschino e il fragolino.

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