Il Po
Il Po, il più lungo e il più imponente fiume d’Italia, è sempre stato un’importante via di comunicazione: nei secoli le sue acque sono state solcate da imbarcazioni di ogni tipo che trasportavano le merci più varie. Oggi le sue rive, che ancora conservano un inestimabile patrimonio di verde, sono meta di appassionati del fiume e offrono itinerari di stupefacente varietà e ricchezza che soddisfano l’esigenza di conoscenza della nostra storia e del nostro ambiente. Provenendo da Milano, che dista solo quarantacinque minuti di auto, attraverso la strada statale Tidonese, si incontra il Po all’altezza di Castelsangiovanni; la ricca Collegiata di San Giovanni, in stile gotico-lombardo, è visibile al centro della vivace cittadina.
Percorrendo la sponda destra del Po, da Castelsangiovanni a Cremona si arriva a Sarmato, dove la fontana, la chiesa e la grotta di San Rocco, ricordano la sosta del santo pellegrino di ritorno dal pellegrinaggio a Roma; proseguendo lungo l'antica Via Postumia si incontra Rottofreno, importante centro medievale e luogo di sosta lungo la Via Francigena.
Nel piccolo comune rivierasco di Calendasco, in località Sopravivo, a Boscone Cusani, una stele di materiale di recupero romanico segnala il guado sul Po lungo la Via Francigena, ricordato nel noto diario di Sigerico.
Piacenza è la città che più di tutte si potrebbe dire rivierasca: vista dal fiume si presenta con l’imponente mole di palazzo Farnese, gli alti campanili e le sue chiese; nei secoli scorsi il fiume, che oggi lambisce il lato settentrionale del centro storico, si collegava alla città attraverso un canale navigabile ormai scomparso. Da Piacenza il Po riprende il suo andamento sinuoso, i meandri raccolgono penisole in cui si conservano frammenti di quell’ambiente originario di bosco e di palude che nei secoli passati era diffuso in tutta la valle.
Dopo Caorso, località in cui il torrente Chiavenna confluisce nel Po e la cui foce è completamente percorribile, la zona più interessante del territorio rivierasco si trova oltre il paese di Zerbio e costituisce l’Oasi De Pinedo dove si può ammirare l’habitat tipico dei territori golenali, con boschi umidi di salicacee e pioppi, canneti e distese d’acqua stagnante a disposizione degli uccelli. La presenza della centrale nucleare di Caorso, inattiva da anni, ha infatti fatto sì che zone limitrofe vincolate dall’Enel siano rimasti immuni da interventi d’antropizzazione. In questo modo la conservazione di zone umide dove è vietata sia la caccia che la pesca ha consentito negli anni la nidificazione e la sosta durante le migrazioni di numerose specie di uccelli, tra cui rapaci ed aironi, compreso il raro Airone Rosso.
A San Nazzaro, da Giugno a Settembre, ci si imbarca sulla motonave Calpurnia: le escursioni sul fiume Po sono sempre disponibili per i gruppi, previa prenotazione e accordi presso Piacenza Turismi (Via San Siro 27, Piacenza, tel. 0523.305254, infotur@piacenzaturismi.net), mentre gli individuali possono navigare nei giorni festivi selezionati, prenotazione sempre obbligatoria, presso Piacenza Turismi (Via San Siro 27, Piacenza, tel. 0523.305254, infotur@piacenzaturismi.net)
Da Caorso a Castelvetro Piacentino la recente pista ciclabile permette di godere completamente la bellezza e la natura del fiume e dei suoi territori.
A Monticelli d’Ongina la bellissima rocca quattrocentesca ospita il Museo Etnografico con l’Acquario del Po e il Museo della Civiltà Contadina, raccolte utili per ricostruire le caratteristiche di una cultura padana oggi quasi scomparsa; fra il materiale esposto sono numerosi infatti gli oggetti attinenti agli antichi mestieri fluviali, quando sul Po gravitavano attività economiche diversificate, dalle quali l’intera comunità traeva sostentamento.
Da Monticelli si giunge a Isola Serafini: in questo punto, dove il percorso del Po compie un’ansa molto stretta, il taglio dell’istmo ha costretto la corrente a fare un salto di pochi metri necessari a far girare le turbine della centrale idroelettrica. In questa zona sono particolarmente affascinanti i lunghi argini, interamente percorribili a piedi o in bicicletta. Si può quindi discendere verso le Terre Verdiane che hanno come centro Villanova sull’Arda; nella piccola frazione di Sant’Agata è visitabile Villa Verdi, un romantico e solitario edificio immerso in un parco, fatto costruire dal grande compositore di Busseto e oggi abitata dai suoi discendenti.